16/04/2004

DA ORA GLAUCY NON ABITA PIU' QUI

Il mio nuovo blog ha mantenuto il suo nome: 

Cosette, casette

e questo è l'indirizzo:

http://www.bloggers.it/IOglaucy

Arrivederci nella nuova casetta, con nuove cosette!

riflessi di riflessi di glaucy at 09:37:49 Commenta:

14/04/2004

PERCHE' ME NE ANDRO' DI QUI

Come vedete, adesso prima del titolo e quasi alla stessa grandezza, c'è amori in rete, o l'anima gemella, o quell'accidente che c'è adesso, non m'importa nulla. Bene, questo non fa per me. Lo so che lo fanno anche altri portali, splinder compreso; comunque il titolo del mio blog scompare letteralmente sotto al banner. E io non ne ho voglia di modificarlo per riparare i danni fatti da altri, che non mi hanno chiesto il permesso di intervenire, e pesantemente, sul mio blog. Ringrazio Lu per tutto quello che ha fatto per me in questa spiacevole circostanza, il link lo trovate sotto perchè io sono troppo furiosa in questo momento e non mi ricordo il suo indirizzo.Questo il mio nuovo indirizzo (per ora c'è un pò poco, ma non ci sono banner, e crescerò):

http://www.bloggers.it/IOglaucy

riflessi di riflessi di glaucy at 10:18:09 4 Commenti

05/04/2004

NON SONO RESPONSABILE DELLE FRASETTE SCRITTE PRIMA DEL TITOLO DI QUESTO BLOG

che mi offendono e mi umiliano profondamente: mi sono state imposte, non le ho scelte io, non voglio che vengano visualizzate prima del mio titolo, e questo sicuramente mi farà meditare sulla necessità di emigrare su Splinder. Questo modo di procedere, per colpi di mano, è nazista nel metodo ed insultante nei contenuti: non è sicuramente questa la strada per battere la concorrenza, cari voi. Anzi. 
riflessi di riflessi di glaucy at 16:43:29 7 Commenti

02/04/2004

Non sarò zuccherosa prima di Pasqua... NON SARO' zuccherosa prima di Pasqua!

Fra la biblioteca e la vicina parrocchia esiste un contenzioso secolare per l'uso del cortile interno, condiviso da entrambe e di proprietà comunale ma (attenzione!) assegnato in usufrutto alla chiesa da una convenzione stipulata alla fine dell'Ottocento fra i due enti interessati. Questa situazione ha prodotto nei decenni tutta una serie infinita di dispettucci e dispettaci, vendette e ritorsioni, liti e prese di posizione con tanto di sentenze di notai e avvocati, fino ai giorni nostri nei quali il cortile in questione si trova suddiviso in zone, alcune delle quali riservate alle macchine dei dipendenti della biblioteca.

Il preambolo serve a spiegare la lieve ma perdurante freddezza di rapporti, sicchè quando al mattino ci s'imbatte nell'attuale e battagliero parroco o in qualcuna delle signore che gravitano nell'orbita parrocchiale ci si sente vagamente a disagio, della serie: "Lo/la saluto o no? Mi risponderà o no?". Anche perchè loro di solito inalberano un'espressione perennemente disapprovante. Ma stamattina fuori dalla porta c'era una vecchina che sembrava appena uscita diritta diritta da una fiaba di Andersen: lunga gonna di mussola nera, golfone di lana grigia, ciabatte e calze spesse e grigie anche loro, fazzolettone d'ordinanza in testa. Ma sorrideva: "Ho freddo - mi dice, sorridendo - posso entrare un momento? Dobbiamo pulire la chiesa ma non è ancora aperta." Ma certamente, si accomodi signora - rispondo - guardi ci sono le sedie, può sedersi intanto che aspetta. E lei mi guarda dritto negli occhi, sorride ancora, e poi dice: "No, sto in piedi. Devo ancora crescere." Poi mi ha benedetto. Non so perchè, ma mi sono commossa. Io, che sono sempre molto scettica.

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29/03/2004

IL CORPO DEL CARATTERE

Due studentesse di Scienze dalla Comunicazione, terzo anno, si sono messe in contatto con la Sezione Didattica per fare il tirocinio delle centoventicinque ore in biblioteca; bene, sono soddisfatta e anche vagamente lusingata: l'Università si è accorta di me. Decido che la cosa migliore per loro è fargli produrre un fascicolo di IdeaLibro, il catalogo monotematico della Sezione. Lavoro non complicato, basta conoscere, anche solo superficialmente, Publisher che, nel bene e nel male, è ancora quello che usiamo qua; e adattissimo per i loro studi. Si tratta di scegliere il tema, e ci ho già pensato: Biblioteche di primavera; poi bisogna far ricerche nel polo bibliotecario provinciale, ed incrociare i dati con sopralluoghi sul campo, aka fra gli scaffali, annusando or qua or là, sfogliando pagine, leggendo versi di copertina, scorrendo indici. Stabilisco di far un piccolo esamino preliminare su Publisher che, immagino, sia circa superfluo (e un pò mi vergogno di farglielo fare): "Come si accende?" "Il pulsante grande... no, no! No, quello lì non va bene. Sì ecco quello sotto. Brava." Rabbrividisco ma penso che forse è solo che non conosce il modello. "Adesso apri Publisher". "Ah. Sì. Ok. Dov'è?" "Bè, in basso, il pulsante a sinistra, lì, ecco. Brava. Poi "Programmi". Visto?" "No. Ah... sì sì mi scusi. Ecco." Riesce ad aprirlo dopo diversi maldestri tentativi andati a male, ed a scrivere una o due righe di testo scentrato ed irregolare nella pagina del titolo; le faccio notare che un titolo non va bene che sia così piccolo. "Bisogna che tu ingrandisca il corpo del carattere" suggerisco, premurosa. "Ah okkei, sì, ecco, allora cosa devo mettere, come si chiama questo qua, Verdana?" Alzo gli occhi al cielo (mentalmente): "No, no, Silvia, il corpo del carattere, il corpo." "E cosa vuol dire?" Scanso equivoci ed ingiuste accuse di persecuzione nei confronti di chi non conosce Publisher: la persona in questione non sa usare Word, e quando ho provato con una banale ricerca su Virgilio mi ha chiesto: "Devo scrivere RICERCA qui dentro?" (nella casella di testo, n.d.r.)
riflessi di riflessi di glaucy at 09:43:03 22 Commenti

20/03/2004

Polvere / gran confusione / un grigio salone / in quale direzione io caccerò la / polvere dai miei pensieri /...

In fatto di musica sono all'antica: adoro i Velvet Underground e soprattutto Lou Reed, che adesso scrive anche poesie e gira l'Europa in compagnia di Laurie Anderson che, mi dicono, sta con lui. Eppure, ero sicurissima di essere io la sua donna ideale! Ho anche la discografia completa dei Velvet, compresa la famosa banana warholiana, sino a Street hussle; poi ho lasciato perdere, non ho più seguito. E oggi ascolto volentieri Michael Stipes dei Rapidi movimenti di occhi (!!!) che è poi anche una bella personcina. Almeno, a me piace, ecco. In fondo, adesso che ci penso non ho molti LP storici a casa: due o tre di Leonard Cohen; Manassas di Crosby Still Nash (Young c'era ancora?), Harvest (questo invece è di Neil Young), David Bowie, i Plancsty in mc, gli Amazing Blondel e gli Steeleye's span; un paio dei Pink Floyd, Relics (che costava 1.800 lire!) e Atom heart mother, più noto come la Mucca per l'animale ritratto in copertina. E qualche italiano: Polvere di Enrico Ruggeri, che mi è sempre sembrata ispirata dalla biblioteca dove lavoro; i New Trolls, Senza orario e senza bandiera, e la PFM, Impressioni di settembre. Dimenticavo i francesi: il Jaques Brel di Les bourgeois ed Edith Piaf. Naturalmente, i Beatles di Sergeant Pepper's Lonely Hearts Club Band, anche se dei Beatles possiedo tutti i 45 giri, o quasi; commentati uno per uno da me in copertina. Poi un Jethro Tull, Aqualung; e qualcuno che poi è scomparso nel nulla, tipo i Canned Heath e gli Strawbs. Ho anche i Cream, i King Crimson, ed un Barry McGuire, quello di Eve of destruction, ma sono i dischi più datati, oltre ad un pizzico di classica: i concerti brandeburghesi, la Nona, la Quinta e la Pastorale; la Sinfonia dal Nuovo Mondo di Dvorak. E la lirica: ovviamente, la Boheme di Puccini. In casa, mia madre e mio padre facevano i duetti di Mimì e Alfredo (o Rodolfo? Mi confondo sempre con la Traviata): lui la prendeva sottobraccio e le cantava: Dammi il braccio mia piccina. Lei rispondeva: Obbedisco, signor.
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18/03/2004

Simon says/Simone dice: un altro modo di vedere i blog

In un post di qualche tempo fa, che avevo dedicato ad una canzonetta di Lene ex-Aqua, "It's your duty" (=E' tuo dovere) è comparso un commento che riporto integralmente qui di seguito: a me è sembrato perlomeno singolare (ma non più di tanto: in fondo, la fonte è pur sempre di sesso maschile): "Non è stupido e nemmeno misogino [si riferisce al testo della canzone, n.d.r.]. In fondo, chi è la vittima? Tu, donna, che devi sculettare oppure io, uomo, che cedo al tuo sculettare? E che non si dica che anche sculettare non è uno strumento per ottenere qualcosa, qualsiasi cosa! Fessi gli uomini che ancora vogliono le donne così, perchè poi le donne li accontentano... In fondo, "tessere" un blog non è sculettare col cervello? Non è stuzzicare coloro che vogliono vedere un pò più su del sedere, un pò più vicino al cuore?"   
riflessi di riflessi di glaucy at 12:39:40 13 Commenti